Un nuovo Medium: il cliente

Prendo spunto da un interessante intervento di Lorenzo Montagna dal titolo Customer is the Kink! No, he’s a Medium, pubblicato su Web Marketing Tools di agosto, che analizza un interessante tesi secondo la quale la pubblicità, intesa come marchiatura del tempo libero, sia giunta al termine. Secondo Montagna i segnali di tipo numerico stanno indicando sempre meno budget ai media tradizionali e sempre più ai mezzi alternativi; sempre meno soldi in pubblicità e più in promozione.
Cresce il numero di imprese che distolgono risorse dalle logiche tradizionali per puntare su un nuovo tipo di comunicazione basato su di un marketing a volte definito laterale, altre virale, olistico, tribale: il nuovo medium è il cliente. Le persone non sono più consumatori, il target, ma diventano il veicolo stesso della comunicazione.
Questa probabile, ma personalmente concordo con Montagna, rivoluzione in atto è fortemente sostenuta da internet, capace di stimolare lo sviluppo di una nuova, vera e diretta relazione tra marca e persone.

2 Comments

Simone  on ottobre 15th, 2004

Beh il marketing 1-to-1 che poi deve sfociare necessariamente nelle azioni di customer satisfaction è proprio questo. E’ un processo che si sta innescando da anni. La vera rivoluzione, come sottoliea Montagna e ribadisci tu, è la presa di coscienza dell’importanza del cliente come canale di comunicazione. Io sono dell’idea che oggi non valga più il motto “Bene o male purché se ne parli”. La comunicazione, l’immagine ed il messaggio devono essere governati. Citando Igor Righetti, “chi sbaglia a comunicare, muore di fame”.

Kiko Hattori Hanzo  on aprile 7th, 2005

Customer satisfaction, marketing one-to-one? Concetti tramontati. Ma davvero pensiamo che il consum-attore possa essere soddisfatto da un brand? La soddisfazione la cerca, e la cercherà sempre più (per fortuna) da un’altra parte. Dentro di sè, nei legami sociali, con il proprio territorio simbolico reale e virtuale. Inizierei a parlere di “brand affinity” e di marketing “many-to-many”, di un portafoglio di marche affini ideologicamente, portatrici dei miei stessi valori, del mio stesso modo di essere. La marca mi darà soddisfazione se è come me, nel bene o nel male, se vedo in lei un’attualità culturale, se fa parte di quella mappa simbolica in cui mi riconosco, insieme ad altre persone (valore di legame).

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