Archive for 'Marketing Politico'

Lettera Aperta a Bruno Vespa

bruno_vespaA seguito dell’ennesima campagna di disinformazione e denigratoria su Internet ad opera della trasmissione di Bruno Vespa “porta e porta” del 21 febbraio u.s, raccolgo, con assoluto convincimento, l’invito di Layla Pavone alla pubblicazione della lettera che su iniziativa di Stefano Quintarelli, che molti di noi conoscono quale ex Presidente di AIP Associazione Internet Providers, si è deciso di scrivere a Bruno Vespa.

Lettera aperta al Dott. Vespa su Blog, Internet e mass media

Oggetto: Lettera aperta su Blog, Internet e mass media


Egregio Dott. Vespa,

Internet raggiunge nel mondo oltre un miliardo di utenti e in Italia circa 24 milioni di persone. Ogni giorno nascono circa 120.000 blog, per un totale di oltre 100 milioni di blog in tutto il mondo. Nel solo 2007, 44 milioni di persone si sono avvicinate con un ruolo partecipativo al più grande fenomeno sociale, culturale e democratico della storia recente,

In molti paesi autoritari i blogger difendono la libertà d’espressione e la democrazia sfidando la repressione e, talora, andando in prigione per questo. Nei paesi democratici i blogger estendono la libera circolazione delle idee, la comunicazione comunitaria e in definitiva la partecipazione alla vita sociale.

Il blog è diventato uno strumento di comunicazione di massa; piu’ del 25% della popolazione del Canada e del 20% di quella del Regno Unito partecipano a “reti sociali” basate su Internet. In Italia si stimano oltre mezzo milione di blogger, in maggioranza non adolescenti ma giovani e adulti. Sono noti blogger anche alcuni esponenti politici italiani (ricordiamo tra i vari l’on. Gentiloni, l’on. Di Pietro, l’on. Letta, l’on Pecoraro Scanio, l’on Lanzillotta, l’on Storace, l’on. Santachè, …), inclusi candidati premier alle prossime elezioni, e ben un terzo dei parlamentari britannici (incluso il primo ministro).

Ci sembra che demonizzare i blog e il social networking, che sono fondamentalmente espressione di libertà, di democrazia e di socializzazione, sia negativo e antistorico. Ancora peggio è criminalizzare i blog – come cercano talora di fare i paesi autoritari per giustificare le loro censure – solo perchè alcuni – giovani o no – lo usano male. Ci sembra che la trasmissione da lei curata del 21 febbraio 2008, peraltro dedicata ad un altro tema, abbia purtroppo (crediamo involontariamente) generato un sospetto generalizzato verso i blog e il social networking, se non addirittura verso la comunicazione via Internet. Sarebbe, a nostro parere, un errore grave analogo a quello di alcuni intellettuali aristocratici che, tanto tempo fa, condannavano in blocco la televisione perchè … fa male ai bambini e toglie anche del tempo prezioso agli adulti per leggere libri e giornali…

Internet, il social networking e i blog non sono solamente un fenomeno sociale, culturale e politico di enorme importanza. Sono anche diventati i servizi trainanti di un settore economico centrale e strategico per lo sviluppo economico delle economie avanzate: le telecomunicazioni. Le telecomunicazioni sono infatti da un lato un settore a sè stante – che di per sè porta ricchezza e occupazione qualificata e genera fenomeni finanziari economici di prima grandezza – e dall’altro sono un fattore propulsivo decisivo per l’economia nel suo complesso, e in particolare per la diffusione dell’innovazione presso le aziende e le famiglie.

La Commissaria UE Viviane Reding ha piu’ volte ricordato che ben il 50% della crescita del PIL europeo e’ legata allo sviluppo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), di cui Internet costituisce la spina dorsale. Anche il recente rapporto Attalì per lo sviluppo economico della Francia è pervaso da iniziative di impulso alle tecnologie della informazione e telecomunicazione.

In Italia purtroppo l’economia cresce meno dei nostri omologhi europei anche perché le telecomunicazioni sono nelle posizioni di coda nelle graduatorie internazionali, come del resto lo è la televisione digitale (terrestre, via Internet e via satellite). La scarsa diffusione della banda larga è forse l’indice più significativo della nostra arretratezza nel settore decisivo delle tlc.

Secondo i recentissimi dati diffusi dall’organizzazione degli operatori TLC europei ECTA, il quadro italiano relativo alla banda larga è il seguente:

1. Diffusione della banda larga: L’Italia (16,5) si sta allontanando dalla media UE (19,8) ed è sempre più distante dai paesi comparabili come Francia, UK, Germania. Siamo lontanissimi, ovviamente, dai paesi nordici. Nell’Europa dei 15 siamo superati anche dall’Irlanda, e seguiti da vicino dal Portogallo. In sostanza, la banda larga in Italia è meno diffusa che in altri paesi, a prescindere da circostanze di omogeneità industriale e sociale.

2. Crescita della banda larga nel periodo settembre 2006-settembre 2007 : In Italia vi è stata una crescita del 3%, bassissima se paragonata con altri paesi comparabili, dove la crescita si attesta tra il 5% ed il 10%.

I dati italiani sono gravi non solo perché riflettono una situazione peggiore di altri paesi, ma anche perché indicano la difficoltà del Paese nel recuperare il gap. Anzi, la distanza con il resto d’Europea si va accentuando.

Una corretta comunicazione sui mezzi di informazione di massa riguardo le tecnologie ICT potrebbe contribuire in modo importante ad avvicinare sempre più persone alle telecomunicazioni, ad Internet e all’informatica con ricadute positive per l’intero sistema.

Vorremmo sottolineare che Internet è oggi il principale sistema di comunicazione mondiale assieme alla rete telefonica fissa e cellulare, e rispetto a queste ultime è molto più esteso nelle funzionalità. Come la rete telefonica, Internet viene impiegato per comunicazioni lecite come per quelle illecite. La differenza è che le comunicazioni e le funzionalità di Internet sono nella grande maggioranza dei casi pubbliche e rendono così visibili anche gli usi banali, deviati o addirittura illegali e criminali che purtroppo, proprio per la loro maggiore visibilità in rete, vengono additati come peculiari solo di Internet. Mai nessuno però, giustamente, ha pensato di criminalizzare in maniera generica la rete telefonica, pur essendo noto, antico, esteso e grave l’uso illecito e criminoso delle reti fisse e mobili, come è testimoniato dalle intercettazioni telefoniche rese pubbliche in diverse occasioni.

Discutere pubblicamente dei problemi sociali che Internet inevitabilmente riflette e, fortunatamente, spesso svela al pubblico, è importante ma va fatto mettendo nella giusta relazione gli effetti e le loro cause ed evitando considerazioni semplicistiche e condanne aprioristiche del mezzo.

Secondo noi è importante che non si criminalizzi la rete e che anzi se ne promuova l’uso e la diffusione estesa. La criminalizzazione di Internet tende a confondere gli effetti con le cause e non permette di affrontare adeguatamente i problemi negativi – sociali o criminali – che tutti desideriamo combattere. Una disinformazione su Internet non ne rallenterà la diffusione presso il pubblico competente ma ne frenerà l’adozione e la conoscenza proprio nel pubblico più bisognoso di informazione, spostando in là nel tempo l’occasione di far crescere questo Paese.

Viceversa, una corretta e approfondita informazione può contribuire decisivamente a massimizzare i benefici di Internet e a ridurre invece gli effetti negativi dei nuovi sistemi di comunicazione.

Fiduciosi che in futuro vorrà considerare anche i benefici di Internet e delle telecomunicazioni e non solo i problemi sociali, anche gravi, che essa rivela, le manifestiamo fin d’ora la nostra disponibiiltà a partecipare a un confronto su questi temi che a nostro parere sarebbe importante trattare in maniera approfondita e positiva in una delle prossime trasmissioni che a nostro parere sarebbe opportuno programmare e alla quale, se lei desidera, siamo pronti a dare il nostro contributo di esperienza e competenza.

Restiamo a sua disposizione per ogni eventuale chiarimento e approfondimento e nel frattempo Le porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Marketing Politico e Web 2.0

Il marketing politico ha oramai scelto il web 2.0 quale leva strategica per pianificare la comunicazione politica verso il proprio elettorato.

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Nelle ultime settimane stiamo assistendo alla nascita di un crescente numero di iniziative di comunicazione politica web 2.0 e alcune di esse le ho anche segnalate: il blog di Hillary Clinton, il social network di Barak Obama, Antonio Di Pietro su second life, il blog di Nicolas Sarkozy e il blog politico Huffington Post. E adesso la notizia che Youtube ha creato You Choose ‘08 (www.youtube.com/youchose) per consentire ai candidati alle prossime elezioni presidenziali americane di scambiare opinioni con gli elettori.

Ovviamente i consulenti di marketing politico dei vari candidati sia democratici Hillary Clinton, Barak Obama, John Edwards e Bill Richardson sia repubblicani John McCain, Mitt Rommey e Rudy Giuliani, non si sono fatti sfuggire l’occasione e hanno tutti aperto un proprio canale. Ovviamente è garantita l’assoluta l’ibertà di espressione agli utenti di Youtube e quindi, sempre in agguato, il rischio di un ritorno negativo sulla reputazione dei politici in corsa per la Casa Bianca. Ma questo è il bello del web 2.0 ;)

Il Web 2.0 Attrae anche i Politici Italiani: Antonio Di Pietro Sbarca su Second Life

Dopo le segnalazioni dedicate a quanto il marketing digitale, da quando il web 2.0 è divenuto un fenomeno di massa, sia diventato una leva strategica, nel marketing politico, sempre più diffusa, non potevo esimermi dal recensire lo sbarco in Second Life del nostro Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro.

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Politico anomalo (ovviamento nessun valore negativo in questo, anzi… ;) ), non stupisce che Di Pietro abbia deciso di amplificare la propria forza comunicativa decidendo di aprire una sede dell’Italia dei Valori nel più frequentato dei mondi virtuali.

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Una notizia che fà ben sperare e che contribuisce ad accrescere l’interesse e l’attenzione di chiunque abbia necessità di investire in comunicazione digitale verso le enormi opportunità che il web 2.0 offre.

Barack Obama Punta al Web 2.0 e Apre un Social Network per Sostenere la Candidatura alle Presidenziali Americane 2008



Barack Obama
, candidato democratico alla Presidenziali Americane del 2008, punta al Web 2.0 presentando a tutti i suoi sostenitori un social network per acquisire ed incrementare consensi tra gli utenti della rete sociale.

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Una conferma di quanto ormai l’internet sia considerato, tra i canale di comunicazione, fondamentale per chi voglia vincere la corsa alla Casa Bianca. Dopo Hillary Clinton anche Barak Obama decide di affidare il proprio futuro politico ai propri sostenitori ma, anche, ai propri denigratori con la convinzione che la loro patecipazione e collaborazione potrà essere solo un valore positivo.

Il marketing digitale, e in particolare il social network, è ufficialmente leva strategica per le stratategie di marketing politico (non solo di oltreoceano) ma, lo auguro con sincera stima e simpatia ai due candidati democratici, spero sia pianificato non per moda ma per convinzione: l’utente digitale non sopporta di essere utilizzato o ragirato ;)

Politica e Web 2.0: Nicolas Sarkozy chiama Loic le Meur

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Anche in Francia il futuro presidente della repubblica sarà eletto con il supporto del cyberspazio. Loic le Meur, vedette dei blogger francesi e guru del web 2.0, si è schiarato al fianco del candidato Nicolas Sarkozy quale web master e responsabile internet della campagna elettorale.

Il Web 2.0 eleggerà il prossimo Presidente USA

Che il Web 2.0 sarà determinante nelle prossime elezioni presidenziali USA, è una convinzione che si sta ormai affermando tra gli operatori e osservatori politici.

E’ notizia di questi giorni che Huffington Post, blog politico più influente d’america, si sta organizzando per ospitare il primo confronto/dibattito tra condidati alla Casa Bianca, decretando una vera e propria rivoluzione mediatica, capace di spostare, dalla televisione al web, l’epicentro dello scontro politico e, forse, di rendere l’internet determinante per la conquista della carica politica più potente della terra: la presidenza degli Stati Uniti.

Elezioni presidenziali USA

Ciò che trovo di assoluto interesse in tutto questo, è quanto, rispetto al passato caratterizzato da una comunicazione politica “imposta”, nella prossima campagna elettorale americana a determinare il gradimento dell’un candidato rispetto all’altro sarà la blogsphera statunitense: i sui umori, i suoi giudizi contribuiranno ad eleggere il Presidente degli Stati Uniti d’America.

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Sono certo che vincerà il candidato che riuscirà a coinvolgere blogger, utenti della rete e dei network sociali. Sarà interessante e istruttivo ma, soprattutto, sono certo che supporterà la crescita di interesse verso la comunicazione digitale, non solo della politica ;)

Hillary Clinton for President: la Politica Sceglie Internet per Pianificare Strategie di Marketing Vincenti

“Ci sono. E ci sono per vincere” dichiara Hillary Rodham Clinton per ufficializzare la sua candidatura alle prossime elezioni presidenziali americane. Di per se una notizia attesa. Ciò che la rende di assoluto interesse è che la ex First Lady Hillary Clinton ha scelto internet per ufficializzare la sua candidatura, attraverso un messaggio filmato sul suo sito.

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Considero questa scelta non casuale ma frutto di una precisa strategia di marketing: negli Stati Uniti internet è oramai il media che, non per la sua maturità, ma per la sua diffusione e, soprattutto, per la sua forza di viralizzazione e al contempo di elaborazione della notizia stessa, più di ogni altro ha la forza per far penetrare un messaggio che, sino ad oggi, avrebbe interessato e coinvolto solo una percentuale minoritaria della popolazione americana, in tutti gli strati della società USA.

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Hillary Clinton (e il suo staff) ha compreso che aprirsi al dialogo, al confronto è determinante se si vuole vincere grazie alle persone e non grazie alle lobby di potere, sicuramente ancora molto influenti ma non più determinanti per la Casa Bianca (….almeno speriamo ;) ). E internet, la rete, è sicuremente il media per operare questa strategia perchè è il media della gente. Avrà bisogno di coraggio, di convinzione ma, soprattutto, di rispetto e di amore verso chiunque la giudicherà e la commenterà nelle forme più diverse. Potrà vincere o potrà perdere ma, indubbiamente, sta dimostrando il coraggio che vorrei caratterizzasse chiunque decida di dedicarsi alla politica: il coraggio del confronto!!!

www.HillaryClinton.com