Web analytics, marketing intelligence, post click analysis: le espressioni si moltiplicano, si confondono creando confusione, equivoci, perplessità . L’eccesso di terminologia inglese poi non aiuta, anche se è inevitabile considerando che questo nuovo ambito di applicazioni è nato e, oggi è all’avanguardia, soprattutto negli USA. Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza con qualche definizione:
Marketing Intelligence/Business Intelligence: insieme delle strategie e degli strumenti che permettono di valutare l’efficacia di azioni di marketing.
Web Analytics: sottoarea della Marketing Intelligence, indica il monitoraggio e il reporting di un sito web, finalizzati a comprendere le complesse interazioni tra le azioni degli utenti e l’offerta presente sul sito In ambito pubblicitario permette di calcolare tasso di conversione e ROI delle campagne online.
Post Click Analysis: studio qualitativo dei click effettuati dall’utenza per misurare l’efficacia della comunicazione in termini di conversioni.
Scendendo un po’ più nel dettaglio, i principali metodi di raccolta dati sono due: il recupero dei log file e il browser based tagging. Il primo è un sistema di scambio per cui i contenuti web vengono inviati al visitatore dopo aver annotato i file di log dell’informazione richiesta. Il secondo implica l’inserimento di un’immagine grafica o uno script tag in ogni pagina del sito da monitorare. Questa soluzione tiene traccia delle volte in cui il tag viene inviato o lo script eseguito, permettendo così di capire quante volte una pagina viene richiesta. Naturalmente un metodo non esclude l’altro e, anzi, la combinazione di entrambi può potenziarne l’efficacia. I log file sono ancora le fonti maggiormente usate e funzionano dal lato server, mentre i page tag si stanno rapidamente diffondendo anche grazie al modello di distribuzione in asp che ne accelera la fase di implementazione. Ma veniamo a quello che effettivamente si può ottenere dalla web analytics:
• monitorare la provenienza e le azioni dell’utenza
• rilevare le eventuali criticità presenti nelle struttura e nei contenuti di un sito
• individuare le sezioni e gli elementi interattivi del sito più o meno efficaci in termini di conversione
• analizzare l’efficacia dei vari concept e formati promozionali
• individuare le parole chiave delle ricerche nei motori che hanno portato più traffico
• individuare le parole chiave in grado di produrre più conversioni
• effettuare trend analysis, rilevando l’andamento delle diverse campagne pubblicitarie
e ai conseguenti vantaggi che se ne ricavano:
• attrarre più visitatori sul proprio sito
• sviluppare un traffico di qualitÃ
• ottimizzare il contenuto e la struttura del sito
• aumentare il tasso di conversione
• massimizzare il ROI
Traguardi davvero molto appetibili per quei marketer “illuminati� che, anche in Italia, si stanno avvicinando con interesse a quest’area, riscontrando già , in molti casi, concreti e significativi risultati. Un terreno insomma ancora tutto da scoprire ma sicuramente fertile e in grado di regalare un notevole vantaggio competitivo alle aziende che già da ora scelgono le tecniche web analytics come uno dei supporti strategici per ottimizzare la propria comunicazione e massimizzare il ritorno sugli investimenti. Come in tutte le situazione agli albori diventa quindi molto importante riuscire ad imparare il più possibile dall’esperienza altrui, ascoltando le testimonianze di chi sta già sperimentando questo tipo di soluzioni.
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