Archive for febbraio, 2005

AOL presenta il nuovo motore di ricerca

Images_26I motori di ricerca continuano la loro guerra per la conquista, o la reconquista come nel caso di AOL, di importanti quote di mercato e di attenzione per chi decide le pianificazioni in search engine marketing. Dopo Google e Yahoo!, anche AOL punta sul local search. Infatti il nuovo motore è in grado di fornire informazioni legate alla rispettiva area geografica di appartenenza degli utenti, una mossa finalizzata ad acquisire quote di mercato pubblicitarie piu’ ampie. Il nuovo motore e’ a disposizione dei clienti di America Online e di chi utilizza i suoi siti web a libero accesso.

Ma quale Privacy?

Images_25Privacy, un diritto? Uno slogan? Un business? sicuramente un pò di tutto questo e molto altro ancora. Ma cosa significa per noi, classico uomo medio? Indubbiamente la necessità di poter comunicare certi di non essere spiati, liberi di esprimersi nell’intimita di una relazione telefonica, per email o utilizzando un messenger. Tutti siamo titolari di questo diritto o, perlomeno, crediamo di esserlo; in realtà "qualcuno" ritiene di avere un diritto superiore e, per salvaguardare la sicurezza nazionale, si sente libero di ascoltare qualunque conversazione. Certo, Echelon è una realtà esistente da anni ma molti di noi l’hanno dimenticata convinti, forse, che fosse un progetto abbandonato. Non è così, gli Stati Uniti continuano ad investire in sicurezza (strano che per loro questo richieda l’annullamento della Privacy) e, notizia di questi giorni, per la salvaguardia dei diritti umani presentano la prima sanguisuga di dati.

News da Punto-Informatico

È costato davvero molto alle casse degli Stati Uniti uno dei più sofisticati Jimmy20carter20front sommergibili mai varati, l’ultimo che sarà realizzato della classe Seawolf, un sottomarino d’attacco pesantemente armato ma soprattutto equipaggiato con capacità di intercettazione del tutto singolari e per certi versi inquietanti.
I 3,2 miliardi di dollari di questo scafo sommergibile infatti nascondono l’investimento che è stato prodotto per realizzare un apparato letteralmente capace di "agganciarsi" ai cavi sottomarini transoceanici e catturare quello che trasportano, ovvero dati e voce. Una novità che lo distingue dai precedenti Seawolf è la presenza di uno scafo espandibile, un expansion pack che dovrebbe garantire ai nuclei operativi della Navy Seal la disponibilità di tutto ciò che serve loro per succhiare i dati dei cavi in tutta tranquillità anche a discrete profondità. Funzionamento e tecnologie non sono stati raccontati nei dettagli e sono ben celati dietro la cortina dell’intelligence statunitense.

Si chiama USS Jimmy Carter la nuova sanguisuga dei mari (vedi foto) che dovrà donare agli Stati Uniti nuove ulteriori capacità di intercettazione, laddove i sistemi precedenti non garantiscono più la sicurezza nazionale americana: l’intercettazione globale viene considerata uno strumento essenziale per anticipare le mosse dei molti nemici degli USA. Il vecchio USS Parche, che ad ottobre ha concluso le sue missioni, era un sottomarino-spia costato meno di un terzo del nuovo Seawolf.

Al varo del sommergibile era presente lo stesso ex presidente americano Jimmy Carter. A suo dire il fatto che la nuova ossessione dei mari porti il suo nome "è il più grande onore che abbia mai avuto". E parla un ex presidente degli Stati Uniti. Secondo Carter il nuovo monster tecnologico "offre qualità eccezionali – alcune delle quali top secret – per preservare la pace, proteggere il nostro paese e per tenere alta la bandiera dei diritti umani nel mondo".

In nome dei diritti umani, dunque, prende il largo in questi giorni per le sue missioni di intercettazioni una scatoletta da 453 piedi, 12mila tonnellate di acciaio, armi ed alta tecnologia. Capace di raggiungere i 25 nodi e di sparare fino a 50 siluri, 8 alla volta, dotato di missili Tomahawk e più silenzioso dei Seawolf che l’hanno preceduto. Lo straordinario USS Jimmy Carter dispone di un sito celebrativo.

Guerriglia marketing: una opportunità per chi vuole comunicare

Martina05Il Guerriglia Marketing è una delle frontiere della comunicazione pubblicitaria, più interessanti e affascinanti. Come primo intervento su questo tema propongo, dal sito Guerrigliamarketing.it, l’elenco dei concept presenti in home page ed alcuni interessanti esempi raccontati sul loro blog:

1. Guerriglia Marketing è un insieme di tecniche di comunicazione non convenzionale che consente di ottenere il massimo della visibilità con il minimo degli investimenti;
2. Guerriglia Marketing concorre allo sviluppo delle strategie di mercato attraverso la messa in scena di pseudo-eventi concepiti in integrazione all’immagine dell’azienda;
3. Guerriglia Marketing sfrutta il bisogno di novità dei mezzi comunicazione e la permeabilità dei suoi meccanismi per promuovere idee, marchi o prodotti;
4. Guerriglia Marketing programma e inocula nel sistema media virus memetici in grado di autoreplicarsi nelle menti dei consumatori;
5. Guerriglia Marketing è un processo di dissipazione della fiducia che il consumatore ancora ripone nell’economia nel suo complesso a vantaggio del successo di una singola impresa.

La fronte di E-bay [dal blog di Guerrigliamarketing.it]

E’ stata una delle operazioni di comunicazione più raffinate compiute su E-bay, e inizia così:
Il giovane Andrew Fisher mette all’asta la sua fronte come spazio pubblicitario Snorestop per la durata di un anno.
In realtà l’iniziativa non è del tutto nuova ma questa volta iniziano ad arrivare offerte crescenti e intorno all’asta si crea in rete così tanto rumore che Andrew finisce ospite negli studi televisivi della Fox e della Abc.

Intanto su e-bay spuntano decine di emuli, il più bello è quello della ragazza in cinta che offre lo spazio sul suo pancione, il più gustoso è invece il forehead ad blocker, il blocca pubblicità frontale montato su comuni paia di occhiali.
Qualche giorno fa, l’asta di Andrew Fisher si chiude alla rispettabilissima cifra di 37.375 dollari.
Ad aggiudicarsela è la SnoreStop che produce farmaci anti-russore e ancora una volta la notizia fa il giro del mondo.
La realtà però è leggermente diversa ed emerge solo ora:
SnoreShop aveva preparato tutta l’operazione fin dall’inizio e Andrew Fisher (amico della figlia del CEO) non avrà alcun bisogno di andare in giro con la pubblicità sulla fronte come uno scemo.

Per approfondimenti: Guerrigliamarketing.it

Brevetti sul software, gli studenti si mobilitano

Images_24Brevetti sul software, un pericolo o una opportunità? Un gruppo di studenti della Facoltà di Informatica di Trento ha preso una netta posizione contraria e hanno deciso di mobilitarsi per sensibilizzare l’opinione pubblica, docenti, studenti e politici locali e nazionali. Per il 24 febbraio hanno organizzato un convegno sul tema e, per presentarne motivazioni e temi hanno scritto una lettera aperta che, a sostegno della loro iniziativa, riporto integralmente:

Scrivo a nome di un gruppo di studenti della Facoltà di Scienze MM.FF.NN. dell’Università di Trento. Dopo aver letto la Mozione del Dipartimento di Scienze dell’Informazione di Bologna, che chiede al Governo italiano di scongiurare la minaccia dei brevetti sul software, abbiamo intrapreso una serie di azioni per far pronunciare la nostra Facoltà (ed eventualmente l’Università) contro questa presunta forma di protezione della proprietà intellettuale. Vogliamo brevemente presentare qui il nostro operato, cosi` che possa tornare utile per altre iniziative simili.
Il tutto è nato da 2/3 studenti, ma l’iniziativa si è allargata in fretta, incuriosendo ed interessando anche docenti, ricercatori ed il Preside.

Molte persone non sanno cosa siano i brevetti sul software, quale sia la differenza tra diritto d’autore e brevetti, quali possano essere le conseguenze della loro introduzione nell’Unione Europea; parlando però con gli studenti e i docenti abbiamo visto che l’interesse è tanto, manca solo l’informazione.

Ci siamo quindi organizzati (siamo meno di 10 persone), ci siamo fatti concedere minuti in alcune ore di lezione (i docenti lo hanno fatto senza problemi) e abbiamo parlato così con quanta più gente possibile.

Abbiamo iniziato una raccolta firme (sul testo della mozione di Bologna) a cui, secondo le nostre stime, ha aderito oltre il 60% degli studenti. Sebbene l’iniziativa fosse rivolta agli studenti, anche docenti, dottorandi e ricercatori hanno voluto dare il loro sostegno firmando la mozione.

Abbiamo organizzato un Seminario, invitando esperti di Trento (giuristi ed informatici), per il 24 febbraio 2005, nel quale cercheremo di portare il dibattito all’interno della Facoltà.

Ora vogliamo presentarci al Consiglio di Facoltà forti delle firme ricevute e del consenso di molti docenti, facendo approvare la mozione di Bologna (o meglio, un testo che tenga conto anche dei recenti sviluppi).

Pensiamo quindi che tutti all’interno della propria Facoltà e/o Università abbiano la possibilità di fare questo, quindi abbiamo messo a disposizione il materiale che abbiamo raccolto su di un wiki, sperando che possa servire a qualcun’altro che ha a cuore questo tema.

Le continue voci di approvazione come A-Item da parte del Consiglio dei Ministri europeo tendono a influenzare le persone, portandole ad un atteggiamento attendista. Noi stessi spesso abbiamo atteso di conoscere i risultati dei Consigli prima di decidere come procedere. Questo e` sbagliato, perchè porta ad una perdita di tempo.

Speriamo che la nostra esperienza possa portare altre persone a mobilitarsi, e che esse non commettano i nostri errori, perdendo cosi` tempo prezioso. Ci mettiamo per questo a disposizione tramite i nostri indirizzi di posta elettronica per chiarimenti, come aiuto o per eventuali proposte.

Ciao,
Davide Setti
Gabriele Modena

Per approfondimenti, il sito di riferimento

Il Papa sostiene internet

Images_23Giovanni Paolo II emana la lettera apostolica "Il rapido sviluppo" dedicata ai mezzi di comunicazione di massa: "I mezzi di informazione sono meravigliosi ma possono condizionare le scelte delle persone creando una realtà virtuale"

Forte il sostegno e l’incoraggiamento del Pontefice, rivolto a tutti gli operatori, ad un utilizzo etico, corretto ma coraggioso della comunicazione:

………Agli operatori della comunicazione, e specialmente ai credenti che operano in questo importante ambito della società, applico l’invito che fin dall’inizio del mio ministero di Pastore della Chiesa universale ho voluto lanciare al mondo intero: «Non abbiate paura!».

Il Papa ringrazia Dio per i mezzi di comunicazione di massa, internet compreso: sono "cose meravigliose" e "provvidenziali opportunità" delle quali la Chiesa può e deve servirsi senza paura. Al tempo stesso, però, nelle 19 pagine della lettera apostolica "Il rapido sviluppo", ricorda che i media hanno la capacità di condizionare tutte le scelte delle persone, creando una realtà virtuale che le trasforma da soggetto a "fruitore", del quale ci si può servire per scopi economici e politici.

Positiva la valutazione su internet che "non solo fornisce risorse per una maggiore informazione, ma abitua le persone a una comunicazione interattiva". La Chiesa, scrive ancora Giovanni Paolo II a proposito di internet, "sta già utilizzando in modo creativo questo strumento, esplorandone le potenzialità nell’evangelizzazione, nell’educazione, nella comunicazione interna, nell’amministrazione e nel governo". Ma, prosegue il Pontefice, "a fianco di internet vanno utilizzati altri nuovi media e verificate nuove utilizzazioni di strumenti tradizionali. Tuttavia quotidiani e giornali, pubblicazioni di varia natura, televisioni e radio cattoliche rimangono indispensabili in un panorama completo della comunicazione ecclesiale".
Ai mezzi della comunicazione di massa, il Papa attribuisce un’importanza tale da affermare che hanno creato una "nuova cultura globalizzata" nella quale la Chiesa si trova a svolgere la sua missione. Ma esiste il rischio che i media "manipolino la rappresentazione della realtà" o addirittura "favoriscano una confusione" con le realtà virtuali o inducano la convinzione che il "criterio di verità" è dato dalla "insistenza e frequenza dei messaggi" o dalla "opinione della maggioranza".

Non abbiate paura delle nuove tecnologie! Esse sono «tra le cose meravigliose» — «inter mirifica» — che Dio ci ha messo a disposizione per scoprire, usare, far conoscere la verità, anche la verità sulla nostra dignità e sul nostro destino di figli suoi, eredi del suo Regno eterno……………

Il Rapido Sviluppo – testo integrale

Con Firefox, Mozilla si propone come principale competitor di Microsoft nel mercato dei browser

Images_21Con il rilascio della 1.0 del browser Firefox, Mozilla lancia definitivamente la sfida a Microsoft. La strategia di marketing si potrebbe rivelare vincente: passaparola, power user, raccolta fondi in parte investita per campagne pubblicitarie su carta.

Per approfondire o scaricare la versione italiana:

www.mozilla.org/products/firefox/all.html

I motori di ricerca uccidono il WWW

Images_22Con piacere riporto il testo integrale dell’articolo che Francesco Caccavella dedica all’intervento di Andrew Hart, direttore di Associated New Media, durante l’ultima conferenza dell’Associazione degli Editori Online alla quale erano presenti anche esponenti del management di Google e Overture. Come operatore del settore considero assolutamente condivisibile la presa di posizione di Hart per ciò che concerne la necessità che i motori di ricerca debbano sviluppare algoritmi che diano forte rilevanza all’autorevolezza ma, non credo, che siano da colpevolizzare per la loro capacità di aver saputo sviluppare un nuovo strumento promozionale, quale il link sponsoring, grazie anche al quale sta tornando forte l’interesse degli investitori pubblicitari verso il search engine marketing. Sono altresì convinto che si debba stimolare lo sviluppo di un maggior numero di motori di ricerca; l’utenza internet avrà una maggiore possibilità di scelta e di confronto di risultati, grazie ad algoritmi basati su criteri diversi, garantendo ad un maggior numero di siti dedicati allo stesso argomento, maggior visibilità e traffico.

I motori? Uccidono il Web

da WebNews di Francesco Caccavella

I motori di ricerca mettono in pericolo l’idea di World Wide Web come spazio di conoscenza democratica. Il criterio di catalogazione e classificazione premia trucchi e popolarità in luogo dell’autorevolezza del sito

I motori di ricerca uccidono il Web e ne mettono in pericolo l’intrinseca democrazia. Son parole di Andrew Hart, direttore di Associated New Media, editore di alcuni tra i più importanti giornali inglesi. Parole espresse di fronte alla platea della conferenza organizzata dall’Associazione degli editori online, in un dibattito cui hanno partecipato anche manager di Google e Overture.

Il World Wide Web è un esempio lampante di democrazia dell’informazione. Ogni link, ogni sito ha, dal punto di vista strutturale, la medesima visibilità di un altro link e di un altro sito. L’informazione non è strutturata e spesso accanto ai siti delle grandi corporazioni compaiono siti minori che possono disporre dello stesso mezzo, alla pari. Questa uguaglianza di fondo può essere messa in crisi da una gerarchizzazione dei link.

I motori di ricerca sono fondamentali nell’accesso all’informazione, ma diventano deleteri quando i criteri di gerarchizzazione delle notizie mostrano mancanze ed errori. «I motori di ricerca – spiega Hart – classificano i siti in base alla loro popolarità piuttosto che alla loro autorevolezza». In questo modo il Web perde la sua funzione di raccogliere e divulgare la conoscenza perché molta parte di essa viene catalogata dai motori in modo imperfetto.

Ma c’è di più. Secondo Hart i motori frenano il progresso del World Wide Web, rastrellando la maggior parte del giro d’affari della “online economy”. In questa visione i motori «succhiano tutti i soldi della online economy e li instascano», divenendo così «impedimento e ostacolo al progresso».

La visione di Hart, condivisa ed esasperata anche dal giornalista dell’Economist Paul Rossi che parla di Google come di un “killer dei marchi”, trova anche il suo esempio lampante nel servizio di Google News. Se è vero che, secondo dati forniti dal consulente Vin Crosbie, il 48 per cento delle informazioni rilevata da una ricerca su Google News proviene da sole cinque fonti, ciò significa che un gran pezzo dell’informazione del Web viene tagliata fuori.

Non è la prima volta che Google, e in particolare il suo servizio Google News, finisce sotto osservazione dalla comunità degli editori online. Un’articolo del quotidiano Independent lo scorso settembre mise in guardia tutti con un articolo dall’esplicito titolo “Perché Google news segna la fine dell’esclusiva online”. In quella veste il servizio di notizie, uno dei più frequentati del Web, viene dipinto come uno “stupido” che si basa per la sua catalogazione non sull’autorevolezza della notizia, e nemmeno sul suo essere stata pubblicata per prima, ma su un algoritmo poco intelligente che premia sempre e comunque le notizie che vengono pubblicate per ultime. Con Google News, scrive l’Independent, «conviene di più essere ultimi», perché riceverai più click.

Di informazioni e critiche come questa è pieno il Web. I motori di ricerca, manna dei navigatori e prima risorsa da visitare a collegamento avviato, sono sotto l’occhio del ciclone. Veri arraffa-tutto del mercato pubblicitario, diventano ingombranti e gli occhi che hanno puntati contro si moltiplicano quotidianamente.

Durante la conferenza, il direttore del marketing europero di Google, Lorraine Twohill, ha obiettato che il motore californiano è “amico” dei piccoli siti, tanto che spesso sono questi ultimi a ricoprire le prime posizioni, in opposizione ai grandi. I piccoli siti, ha ripetuto la Twohill, hanno il miglior rapporto di contenuto ottimizzato per i motori, rispetto ai grandi.

Se sia o non sia così, i motori di ricerca ricoprono sempre più un ruolo fondamentale nella navigazione, tanto che essi potrebbero essere considerati come un vero e proprio servizio pubblico. Dalla stessa conferenza è anche nata una proposta originale: costruire un motore di ricerca non-profit da dare in gestione ad un entità terza, che ne garantisca il funzionamento e l’imparzialità. Tutto ciò per superare i principali pericoli all’autorità della ricerca: pubblicità, algoritmi segreti e poca trasparenza.

Telefonia VoIP, cresce l’interesse del mercato

Images_20I servizi VoIP conquistano un sempre crescente numero di utenti sia privati che business. Negli ultimi mesi le offerte che permettono alle famiglie di liberarsi, senza traumi, dal canone di Telecom Italia o alle aziende, piccole e medie, di risparmiare sulle telefonate e sul costo dei centralini, sono cresciute esponenzialmente. Il 2005 sarà quindi l’anno della telefonia VoIP, spinta dalla crescita della banda larga: quasi tutti gli operatori, piccoli o grandi, hanno lanciato le proprie offerte. Altri le lanceranno nei prossimi mesi: sono in arrivo infatti quelle di Tiscali e di Wind. Nell’arena ci sarà anche Telecom Italia, con un’offerta rivolta però alle sole aziende.

I servizi VoIP stanno ormai assumendo le caratteristiche tipiche dei servizi di massa e, anche gli operatori “tradizionali” stanno inserendo, nei propri listini, soluzioni per la telefonia VoIP. La rivoluzione è in atto e la migrazione sarà inesorabile. Ma il pubblico di massa ancora non c’è, sta arrivando; questa è ancora terra di pionieri e di avanguardie: tali sono, al momento, gli utenti residenziali e le aziende che scelgono di abbandonare Telecom a favore del VoIP.

Ask Jeeves all’attacco di Google, Yahoo! e MSN

Images_19Ask Jeeves non ci sta! Piazzatosi al quarto posto nella classifica dei gradimenti di Keynote System, il motore di ricerca sembra decisamente intenzionato a passare all’azione nel tentativo di raggiungere i giganti Google, Yahoo! e MSN quale media di riferimento per chi pianifica attività di search engine marketing. A cominciare dalla recente acquisizione di Bloglines, che gli consentirà di espandere le ricerche all’interno del mondo dei blog; e ancora, sul fronte dei browser, è di questi giorni la notizia di un incontro con i vertici Mozilla per valutare possibili collaborazioni. Infine, imminente il lancio di spiritosi e accattivanti spot televisivi, scaricabili in anteprima sul sito.

Protocollo TCP-IP: i suoi “creatori” premiati con il Nobel all’Informatica

Images_17Era il 1973 quando Vinton G. Cerf e Robert E. Kahn svilupparono il protocollo TCP-IP. i due erano poco meno che ragazzi – visto che oggi hanno rispettivamente 66 e 61 anni – e dovevano farsi strada nella vita scientifica. I computer, anche se mastodonti, avevano ormai fatto maturare l’idea che fosse necessario un lavoro collettivo, che si parlassero e lavorassero insieme. Quattro anni prima era nata Arpanet, la prima rete di comunicazione fra computer, l’antenata in linea diretta di internet, una creatura "militare", come poi fu anche internet. Ma quei due volevano qualcosa di più efficiente e più sicuro. Il loro compito non era "inventare", ma sistemare. Misero a punto una serie di regole che prescrivevano come i dati da spedire dovessero essere ordinati, tagliati in "pacchetti", messi in una busta elettronica e mandati lungo la rete, dove una serie di postini non umani li avrebbero smistati, passo dopo passo, verso la loro destinazione finale. Cerf e Kahn costruirono il regolamento delle poste, utilizzando scoperte e intuizioni precedenti di altri ricercatori.
Oggi, sensa quel regolamento, non ci sarebbe niente di tutto ciò che ormai usiamo ogni giorno per pagare le bollette, fare i compiti, mandarci i documenti del nostro lavoro. Non esisterebbero i browser, non sarebbero possibili i motori di ricerca, niente p2p, chat, messenger, telefonate su internet, niente radio e tv in rete. Prendete una qualsiasi delle applicazioni internet che avete sul computer, e ci scoprirete dentro le regole della grammatica di Vinton Cerf e Robert Kahn.

In questi giorni il premio "A. M. Turing", volgarmente detto il "Nobel dell’informatica", è stato riconosciuto ai due ricercatori che mai hanno chiesto brevetti o diritti d’autore, in un solco di spirito di servizio che arriva fino a Tim Berners Lee, che non ha mai guadagnato un centesimo per aver creato un’altra grammatica tecnologica di base, quella del world wide web. Non che Cerf e Kahn abbiano sofferto la fame, anzi…

Gente brillante, imprenditori di successo e grand commis della cultura tecnologica, vivono oggi una loro stagione da evangelizzatori. Continuano a spiegare al mondo il semplice concetto base della loro invenzione. Che solo se c’è "networking", cioè lavoro distribuito fra più macchine e quindi più umani, c’è crescita e progresso, in termini materiali ma anche filosofici. Non è un caso che tutte queste personalità siano propugnatori di un approccio "non proprietario" verso il sapere. Le scoperte si mettono in comune, le conoscenze si fanno viaggiare, e poi chi è più bravo degli altri farà i soldi. Forse è una triste ironia che a loro vada il premio "Turing", il più sfortunato dei padri veri della tecnologia.